Un’iperbole e mezza – Allie Brosh

Un’iperbole e mezza – Allie BroshUn’iperbole e mezza. Il mio cane è scemo, il mondo è crudele e io sono sconnessa più che mai di Allie Brosh
Parole chiave: Illustrato
Pagine: 263
Formato: eBook
Editore: Salani
Data di pubblicazione: Settembre 2014
Goodreads Amazon.it
two-half-stars
 

 

Prima di avvicinarmi a questo romanzo non avevo idea di chi fosse Allie Brosh e non avevo mai visto il suo blog: ho quindi iniziato la lettura semplicemente perché incuriosita dallo strano titolo e desiderosa di farmi qualche risata. Purtroppo le mie aspettative sono state disattese.

Un’iperbole e mezza è un libro illustrato in cui vengono raccontati alcuni avvenimenti della vita dell’autrice, correlati dai suoi disegni e dalle sue vignette. Si passa dal racconto di alcuni episodi avvenuti nell’infanzia all’addestramento di cani, dalla depressione al tentativo di diventare una persona organizzata e precisa.

Devo ammettere che, quando ho iniziato la lettura, non sapevo neanche che si trattasse di un libro illustrato: è stato piacevole scoprirlo, quanto però è stato spiacevole notare che i disegni non è che fossero proprio il massimo. Anzi, a essere sinceri, devo dirvi che, per me, sono proprio brutti. Ho deciso comunque di continuare, pensando che sarei almeno stata ripagata da grasse risate. Il massimo a cui invece sono arrivata è stato invece un semplice sorriso e devo dire che la parte che mi è piaciuta di più è in realtà la parte più triste di tutte, quella dedicata alla depressione (parte due),che ho trovato vera e incredibilmente attuale.

Per il resto, mi è sembrato come se l’autrice cercasse in ogni modo di farmi ridere, cadendo anche nell’assurdo, e tutto ciò che io riuscivo a fare era scuotere la testa, talvolta anche storcere il naso (un cane che ha come massima aspirazione il distruggere gli altri cani: sarebbe il caso di portarlo da un vero addestratore, non credete? Non vorrei mai incontrarne uno al parco, non so voi).

Probabilmente la colpa è solo mia, un po’ perché non mi sono informata prima e un po’ perché non sono una che ride facilmente, fatto sta che il libro non mi ha soddisfatta. Pare che però sia piaciuto a praticamente tutti, quindi non fidatevi troppo.

 

About Allie Brosh

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Allie Brosh vive come una reclusa nella sua camera da letto a Bend, in Oregon. Nel 2009 ha pensato: «Idea grandiosa! Invece di diventare una scienziata, potrei scrivere e disegnare in Internet!» È stata un’idea orrenda per troppi motivi, del resto non è nata da un ragionamento logico. Comunque da lì è partito tutto.
In qualche modo, il blog Hyperbole and a Half di Allie ha vinto dei premi, e nel 2013 Advertising Age ha definito l’autrice una fra le cinquanta personalità creative più influenti del mondo.
Allie Brosh si è attribuita personalmente molti premi, fra cui quello al «disegno di cavallo più bizzarro» e alle «più alte probabilità di successo».

Cover Wars (112)

coverwars

Ben ritrovati amici lettori! La cover vincitrice della nostra ultima puntata è… l’italiana!

Il punteggio è di 52 a 47 per le copertine originali: le italiane hanno ancora molta strada da fare!

Abbiamo già pronta per voi una nuova sfida: per partecipare, vi basta votare la cover che preferite tra le due che vi mostrerò. Non si vince nulla, ma è divertente scoprire come alcune copertine, nel passaggio di edizione, vengano completamente stravolte, per non parlare dei titoli!

Questa settimana si scontrano le cover di…

 Le mie due vite di Jo Walton

 

Yuko: strano ma vero, per una volta mi piacciono molto entrambe. Voto l’italiana, mi piace moltissimo l’immagine (e mi ispira anche un sacco il romanzo).

Usagi: italiana anche per me, la trovo molto bella.

Voi quale preferite?

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon

Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark HaddonLo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon
Parole chiave: Contemporary
Pagine: 242
Formato: Paperback
Editore: Einaudi
Data di pubblicazione: Giugno 2005
Goodreads Amazon.it
three-half-stars
 

 

Finalmente anch’io posso annoverarmi nella schiera di coloro che hanno letto Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mark Haddon, bestsellerone di qualche anno fa. Giaceva ormai da tempo nella mia libreria e alcuni giorni fa, mentre ero a letto con l’influenza, ho deciso che era venuto il suo momento.


Ci sono molti misteri nella vita. Ma ciò non significa che non esistano risposte a questi misteri.


Christopher è un ragazzino che soffre della sindrome di Asperger: un genio della matematica, odia il contatto fisico, fatica a comprendere le emozioni e predilige azioni prevedibili e ripetitive. Un giorno trova il cane della vicina infilzato da un forcone e decide di scoprire chi ha compiuto tale crimine e comincia quindi a fare domande. Il padre, quando lo scopro, furioso gli proibisce di continuare con le sue indagini, ma Christopher è determinato a procedere e, mentre prepara il test per l’ammissione all’università di matematica, scopre verità che stravolgeranno per sempre la sua vita, non solo a proposito del cane.

Dopo Il mistero del London Eye di Siobhan Dowd, mi trovo di nuovo alle prese con un protagonista affetto dalla sindrome di Asperger e in questo romanzo la cosa è evidente sin dall’inizio, a partire dalla numerazione dei capitoli. La storia è narrata dal punto di vista del protagonista e ciò ci offre la possibilità di vedere e sentire le cose come le vede e le sente lui, chiarendo in questo modo alcune caratteristiche peculiari di tale patologia, da molti considerata come parte dello spettro dell’autismo. Questa è la caratteristica peculiare del romanzo ma è anche ciò che mi ha un poco allontanato da esso: la narrazione infatti tende a essere ripetitiva, con i “concetti chiave” di Christopher ripetuti più e più volte, talvolta noiosa, con digressioni dedicate ad approfondimenti di matematica e scienza in generale, e inoltre l’anaffettività del protagonista mi ha reso difficile l’immedesimazione e il coinvolgimento.

I numeri primi sono ciò che rimane una volta eliminati tutti gli schemi: penso che i numeri primi siano come la vita. Sono molto logici ma non si riesce mai a scoprirne le regole, anche se si passa tutto il tempo a pensarci su.


Una delle edizioni paperback inglesi di Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotteD’altra parte questo libro però mi ha fatto pensare moltissimo: io sono una persona molto legata agli abbracci, ai ti voglio bene e simili. Come cambierebbe la mia vita se avessi un figlio con tale patologia? Come dev’essere sapere che non potrai mai stringere tuo figlio tra le braccia altrimenti rischi di provocargli una crisi? Quanto può far male vedere che non riesce a comprendere i sentimenti e a provarli sulla sua stessa pelle? Non riesco neppure a immaginarlo. Mentre leggevo era facile criticare i comportamenti dei genitori di Christopher, gli eccessi di rabbia del padre, ma ragionandoci a mente fredda è stato più facili comprenderli, pur non condividendoli.

Non fatevi trarre in inganno dal titolo, Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte racconta sì della morte misteriosa di un cagnolino, ma ciò vale solo per la prima metà del romanzo: questo libro non è un giallo, un mistery, l’uccisione del cane viene spiegata in modo piuttosto semplice ed è da questa rivelazione che poi si dipana la vera e propria storia, che personalmente però ho trovato poco verosimile in alcuni punti, troppo semplicistica.

Sicuramente il romanzo scorre bene e si legge abbastanza velocemente, ma purtroppo non ne sono stata completamente rapita come è successo ai più, e un po’ me ne dispiaccio.